✅ La maternità facoltativa, o congedo parentale, dura fino a 6 mesi per ogni genitore e permette di prendersi cura del proprio bambino nei primi anni di vita.
La maternità facoltativa in Italia dura generalmente fino a 6 mesi dopo il termine del periodo obbligatorio di astensione dal lavoro per maternità, che è di 5 mesi (2 mesi prima e 3 mesi dopo il parto). Questo periodo aggiuntivo permette alla madre di astenersi volontariamente dal lavoro per un massimo di 6 mesi, beneficiando di un’indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera.
In questo articolo approfondiremo il funzionamento della maternità facoltativa in Italia, spiegando in dettaglio i requisiti, la durata, le modalità di fruizione e l’importo dell’indennità riconosciuta alle lavoratrici. Inoltre, verranno illustrate le differenze rispetto alla maternità obbligatoria e i diritti delle madri lavoratrici. Questo ti aiuterà a comprendere come pianificare al meglio il congedo per la nascita del bambino, adattandolo alle tue esigenze familiari e professionali.
Durata della maternità facoltativa
La maternità facoltativa può essere fruita fino a 6 mesi dopo il periodo obbligatorio, pertanto:
- Periodo obbligatorio di maternità: 5 mesi (2 mesi prima e 3 mesi dopo il parto, o 1 mese prima e 4 mesi dopo se la lavoratrice decide di anticipare il parto);
- Maternità facoltativa: fino a 6 mesi dopo la fine della maternità obbligatoria.
Condizioni per accedere alla maternità facoltativa
Per poter usufruire della maternità facoltativa, è necessario che la lavoratrice:
- abbia diritto all’indennità di maternità;
- presenti richiesta all’INPS e al datore di lavoro con congruo anticipo;
- possa godere del congedo entro l’anno successivo al termine della maternità obbligatoria.
Indennità e tutela economica
Diversamente dalla maternità obbligatoria, la maternità facoltativa prevede un’indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera. In caso di utilizzo del congedo facoltativo, la madre percepisce quindi una somma inferiore rispetto al 80% previsto durante il congedo obbligatorio.
Nota importante:
Se entrambi i genitori lavorano, il congedo parentale (che include la maternità facoltativa) può essere suddiviso anche tra padre e madre, ampliando la possibilità di astensione dal lavoro per un periodo complessivo più lungo.
Requisiti e modalità di richiesta del congedo parentale opzionale
Il congedo parentale opzionale rappresenta una soluzione flessibile che consente ai genitori italiani di gestire in maniera più personalizzata il proprio tempo dedicato alla cura dei figli. Ma qual è il iter per richiedere questo beneficio e quali sono i requisiti necessari per poterne usufruire? Scopriamolo insieme, con un pizzico di precisione e – perché no – un po’ di pragmatismo.
Chi può richiedere il congedo parentale facoltativo?
Per accedere al congedo, è innanzitutto necessario essere un genitore lavoratore, dipendente o autonomo, che abbia diritto ai benefici maternità/paternità secondo la legge italiana. Attenzione però: il congedo parentale è esteso anche ai genitori adottivi e affidatari, un aspetto significativo che dimostra quanto la normativa sia attenta a tutte le forme di cura familiare.
- Lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico.
- Collaboratori coordinati e continuativi con determinati requisiti contributivi.
- Lavoratori autonomi, come artigiani, commercianti e professionisti.
- Genitori adottivi o affidatari, entro un anno dall’ingresso del minore in famiglia.
Requisiti essenziali per la richiesta
Per poter presentare domanda, i requisiti principali sono i seguenti:
- Essere genitore del bambino, naturale o adottivo, entro i primi 12 anni di vita (o ingresso in famiglia).
- Essere in regola con i contributi previdenziali, in modo da garantire la copertura durante il periodo di astensione.
- Non superare la soglia massima di giorni di congedo prevista dalla legge: in totale, i genitori possono usufruire di 10 mesi complessivi, estendibili a 11 se il padre assume almeno 3 mesi.
Importante:
Il congedo parentale può essere preso in modalità continuativa o frazionata, a seconda delle esigenze lavorative e familiari. Il diritto vale per entrambi i genitori, che possono anche usufruirne contemporaneamente per un massimo di sei mesi.
Modalità di presentazione della domanda
La domanda di congedo parentale va presentata al datore di lavoro o, per i dipendenti pubblici, secondo le procedure interne dell’amministrazione. Nel caso di lavoratori autonomi, la comunicazione deve essere inviata all’INPS, spesso tramite i servizi telematici.
- Tempistica: la richiesta deve essere effettuata con un preavviso minimo di 15 giorni, salvo urgenze.
- Documentazione: è necessario accompagnare la domanda con i dati del figlio, del genitore e la durata del congedo richiesto.
- Formati: molte aziende e l’INPS offrono moduli predefiniti, che semplificano la procedura.
Consiglio pratico:
Per evitare spiacevoli intoppi, è sempre bene conservare copia della domanda e delle comunicazioni inviate, così da poter dimostrare eventuali diritti non riconosciuti o ritardi nella risposta.
I vantaggi di una corretta pianificazione
Un’adeguata preparazione nella richiesta del congedo parentale porta a numerosi benefici, tra cui:
- Mantenimento del rapporto lavorativo senza interruzioni brusche.
- Gestione più flessibile dell’equilibrio tra lavoro e famiglia.
- Possibilità di pianificare con anticipo il ritorno al lavoro o eventuali periodi di assenza.
Esempio concreto:
Giulia, madre lavoratrice dipendente, ha richiesto con un mese di anticipo il suo congedo parentale facoltativo suddividendolo in più periodi nell’arco di 6 mesi. Grazie a ciò, ha potuto partecipare attivamente alla crescita del suo bambino senza perdere continuità lavorativa, ottenendo anche la retribuzione parziale prevista dalla legge.
| Tipo di Lavoratore | Modalità di Presentazione | Documenti Richiesti | Preavviso |
|---|---|---|---|
| Lavoratore dipendente privato | Al datore di lavoro (modulo scritto o online) | Documenti identificativi, certificato di nascita | Almeno 15 giorni |
| Lavoratore dipendente pubblico | All’amministrazione di appartenenza | Documentazione ufficiale del bimbo e modulo specifico | Almeno 15 giorni |
| Lavoratore autonomo / professionista | All’INPS tramite piattaforma online | Codice fiscale, dati contributivi, certificato di nascita | Consigliato preavviso di 15 giorni |
Domande frequenti
Quanto dura la maternità facoltativa in Italia?
La maternità facoltativa, o congedo parentale, può essere usufruita fino a un massimo di 6 mesi entro i primi 12 anni di vita del bambino.
Chi può richiedere la maternità facoltativa?
Possono richiederla sia le madri che i padri lavoratori dipendenti o autonomi iscritti a un ente previdenziale.
Qual è l’indennità durante la maternità facoltativa?
L’indennità corrisposta è pari al 30% della retribuzione media giornaliera e viene riconosciuta fino a un massimo di 6 mesi.
Quando è possibile iniziare la maternità facoltativa?
Può essere iniziata dopo il termine del congedo obbligatorio o in qualsiasi momento entro i primi 12 anni di vita del bambino.
Come si richiede la maternità facoltativa?
La richiesta va presentata telematicamente all’INPS con congruo preavviso, indicando il periodo di astensione dal lavoro.
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Durata massima | 6 mesi entro i primi 12 anni del bambino |
| Destinatari | Madri e padri lavoratori (dipendenti e autonomi) |
| Indennità | 30% della retribuzione media giornaliera |
| Periodo di fruizione | Dopo congedo obbligatorio o in qualsiasi momento entro 12 anni |
| Modalità di richiesta | Telematica tramite INPS |
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