✅ La NASpI dopo dimissioni volontarie è riconosciuta solo in casi gravi come maternità, giusta causa o cambio sede per gravi motivi familiari.
La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) può essere erogata anche in caso di dimissioni volontarie, ma solo a determinate condizioni specifiche previste dalla normativa vigente. In linea generale, la NASpI viene concessa ai lavoratori che hanno perso involontariamente il lavoro, quindi in caso di licenziamento o fine contratto a termine. Tuttavia, se le dimissioni volontarie sono dettate da motivi giustificati, come ad esempio trasferimento del coniuge per motivi di lavoro o condizioni di lavoro particolarmente gravi, il lavoratore può comunque avere diritto alla NASpI.
In questo articolo approfondiremo quali sono le condizioni esatte, i requisiti necessari e le tipologie di dimissioni che permettono di accedere alla NASpI dopo una dimissione volontaria. Vedremo inoltre la documentazione necessaria da presentare e i casi in cui è invece esclusa qualsiasi erogazione del sussidio di disoccupazione.
Quando è possibile ottenere la NASpI dopo dimissioni volontarie
La NASpI è accessibile dopo dimissioni volontarie solo se queste sono dovute a:
- Giusta causa: ad esempio, in presenza di gravi motivi legati alle condizioni di lavoro quali molestie, mancato pagamento della retribuzione, orari insostenibili.
- Motivi familiari: trasferimento del coniuge per lavoro, nascita di un figlio con necessità di assistenza, o altri motivi familiari documentabili.
- Dimissioni per giustificato motivo oggettivo: nel caso in cui il lavoratore non possa più mantenere l’attività lavorativa per ragioni oggettive e documentate.
Requisiti necessari
Per poter accedere alla NASpI dopo dimissioni volontarie, oltre a dimostrare la presenza di una giusta causa, è necessario possedere almeno:
- 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione.
- 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti le dimissioni.
Documentazione da presentare
La domanda di NASpI deve essere corredata da:
- Motivazione scritta delle dimissioni (ad esempio una lettera contenente la giusta causa o il motivo familiare).
- Eventuali certificazioni o documenti che attestano la situazione che ha causato la dimissione (certificati medici, documentazione del trasferimento del coniuge, lettere del datore di lavoro, ecc.).
Quando le dimissioni escludono il diritto alla NASpI
Se la dimissione è volontaria senza sussistenza di una giusta causa o motivo documentabile tra quelli elencati, non spetta la NASpI. In questi casi il lavoratore perde il diritto alla prestazione, poiché si configura una cessazione volontaria del rapporto di lavoro senza giustificato motivo.
Importante
In caso di dimissioni volontarie non giustificate, il lavoratore potrebbe accedere a forme di sostegno alternative, ma non alla NASpI. È consigliabile valutare con attenzione le condizioni prima di procedere con le dimissioni.
Requisiti specifici per ottenere la Naspi dopo le dimissioni volontarie
La Naspi (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) rappresenta un importante supporto economico per chi perde il lavoro, ma la sua erogazione dopo una dimissione volontaria non è automatica. Occorre rispettare una serie di condizioni stringenti che garantiscono il diritto all’indennità.
Condizioni principali per accedere alla Naspi dopo le dimissioni volontarie
- Dimissioni per giusta causa: la legge riconosce il diritto alla Naspi se le dimissioni sono motivate da un grave motivo che rende impossibile continuare il rapporto di lavoro. Esempi concreti includono:
- mancato pagamento dello stipendio;
- modifiche unilaterali e peggiorative del contratto;
- aziende che non rispettano norme di sicurezza sul lavoro;
- trasferimenti lavorativi ingiustificati o eccessivamente onerosi.
- Periodo di contribuzione minimo: è necessario aver accumulato almeno un anno di contributi lavorativi negli ultimi due anni precedenti la data di interruzione del rapporto di lavoro.
- Iscrizione al Centro per l’Impiego: il lavoratore deve iscriversi come disoccupato e dichiarare immediatamente la disponibilità a lavorare (Did) entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto.
Importanza della giusta causa
La giusta causa rappresenta l’elemento chiave per ottenere la Naspi dopo una dimissione volontaria. Secondo la giurisprudenza e le circolari INPS, le dimissioni spontanee prive di giusta causa comportano la perdita del diritto all’indennità.
Un caso emblematico è stato quello di un lavoratore che ha lasciato il posto a causa di mobing non tollerabile: dopo aver fornito prove e testimonianze, è riuscito a ottenere la Naspi, dimostrando che le dimissioni erano l’unica via percorribile.
Tabella riepilogativa: Requisiti per Naspi dopo dimissioni volontarie
| Requisito | Descrizione | Esempi / Note |
|---|---|---|
| Giusta causa | Dimissioni dovute a gravi motivi legati al rapporto di lavoro | Mancato pagamento, mobbing, trasferimenti ingiustificati |
| Contribuzione minima | Almeno 12 mesi di contributi negli ultimi 24 mesi | Verificare sempre la propria posizione contributiva presso INPS |
| Iscrizione al Centro per l’Impiego | Obbligatoria e tempestiva, entro 68 giorni dalla fine del rapporto | Essenziale per il riconoscimento dell’indennità |
Consigli pratici per i lavoratori
- Documentare sempre i motivi delle dimissioni: lettere, email, testimoni e certificati medici possono essere fondamentali.
- Verificare lo stato contributivo: consultare regolarmente il proprio estratto conto INPS per evitare brutte sorprese.
- Iscriversi tempestivamente al Centro per l’Impiego: questa formalità è indispensabile per non perdere il diritto alla Naspi.
Domande frequenti
Cos’è la NASpI?
La NASpI è l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS per i lavoratori che hanno perso involontariamente il lavoro.
Si può ottenere la NASpI dopo le dimissioni volontarie?
In generale, le dimissioni volontarie non danno diritto alla NASpI, salvo alcune eccezioni previste dalla legge.
Quali sono le condizioni per ottenere la NASpI dopo dimissioni volontarie?
La NASpI è erogata in caso di dimissioni per giusta causa, come ad esempio mancato pagamento dello stipendio o gravi motivi personali certificati.
Come si presenta la domanda per la NASpI dopo dimissioni per giusta causa?
La domanda va presentata online all’INPS entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, allegando documentazione che attesti la giusta causa.
Quanto dura la NASpI?
La durata della NASpI dipende dai mesi di contribuzione negli ultimi 4 anni e può arrivare fino a un massimo di 24 mesi.
| Condizione | Descrizione | Note |
|---|---|---|
| Dimissioni volontarie | In genere non danno diritto alla NASpI | Esclusione standard |
| Giusta causa per dimissioni | Motivi gravi come mancato pagamento dello stipendio | Necessaria documentazione |
| Termini per presentare la domanda | 68 giorni dalla cessazione del rapporto | Rispetto rigoroso |
| Durata della NASpI | Fino a 24 mesi in base alla contribuzione | Calcolo proporzionale |
| Modalità di presentazione domanda | Online tramite sito INPS o patronati | Richiesta documentazione allegata |
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