✅ Per una diversificazione efficace e potente, bastano 3-5 ETF ben scelti, coprendo azioni globali, obbligazioni e mercati emergenti.
La risposta alla domanda su quanti ETF conviene avere in portafoglio per una buona diversificazione dipende da vari fattori, come il profilo di rischio dell’investitore, gli obiettivi di investimento e la strategia adottata. In generale, per raggiungere una diversificazione efficace si consiglia di detenere tra 3 e 7 ETF, selezionati in modo da coprire diverse asset class, regioni geografiche e settori di mercato. Questo numero consente di ridurre il rischio specifico di singoli titoli o aree economiche senza sovrapposizioni eccessive, mantenendo al contempo una gestione semplice e costi contenuti.
In questo articolo approfondiremo i criteri per scegliere il giusto numero di ETF nel proprio portafoglio, analizzando perché una diversificazione equilibrata è fondamentale per la tutela del capitale e la crescita nel lungo termine. Esamineremo quali asset class includere, come evitare duplicazioni e quali sono le best practice adottate dagli investitori professionali per ottimizzare il rapporto rischio/rendimento. Forniremo inoltre esempi pratici di portafogli diversificati con ETF e qualche suggerimento utile per mantenere il portafoglio efficiente nel tempo.
Fattori da Considerare nella Scelta del Numero di ETF Ottimale
Quando si parla di diversificazione attraverso gli ETF, non esiste una regola universale valida per tutti. Il numero ottimale di ETF da includere in portafoglio dipende da molteplici variabili strategiche e personali. In questa sezione esploreremo i principali fattori da considerare per definire una composizione efficiente e bilanciata.
1. Obiettivi di investimento e orizzonte temporale
La quantità di ETF dipende innanzitutto dai goal finanziari e dal periodo di investimento previsto:
- Orizzonte a lungo termine: Chi investe per obiettivi a lungo termine può permettersi una diversificazione più ampia, includendo ETF su mercati emergenti, settori di nicchia e asset alternativi.
- Orizzonte a breve termine: Serve un portafoglio più snello e liquido, spesso concentrato su ETF a bassa volatilità e alta liquidità.
2. Copertura geografica e settoriale
La differenziazione geografica e settoriale è la chiave per minimizzare i rischi specifici di paese o settore. Ad esempio:
- Un ETF sull’azionario USA offre esposizione a uno dei mercati più grandi e liquidi.
- Un ETF sull’azionario emergente permette di catturare il potenziale di crescita di economie in rapida espansione.
- Un ETF settoriale tecnologico può sfruttare l’innovazione, anche se con maggiore volatilità.
Ecco perché è spesso consigliato combinare ETF di diversi mercati e settori.
3. Sovrapposizione di esposizione e correlation
Non basta aumentare il numero di ETF se si rischia una forte sovrapposizione di titoli o settori. L’analisi della correlazione tra ETF è fondamentale per evitare di ripetere gli stessi rischi.
Ad esempio, due ETF che replicano l’indice S&P 500 e il Nasdaq 100 potrebbero condividere gran parte dei titoli tecnologici, riducendo così i benefici della diversificazione.
4. Costi e commissioni
Ogni ETF comporta spese di gestione e potenziali costi di transazione. Un portafoglio con troppi ETF potrebbe gravare eccessivamente sui rendimenti a causa delle commissioni cumulative. Esempi concreti mostrano che:
| Numero di ETF | Costo Medio Annuo (%) | Spesa Totale su 10 anni (ipotetici 10.000€ investiti) |
|---|---|---|
| 3 | 0,15% | circa 150€ |
| 7 | 0,20% | circa 200€ |
| 12 | 0,28% | circa 280€ |
La raccomandazione è di trovare un equilibrio tra diversificazione efficace e ottimizzazione dei costi.
5. Facilità di gestione e complessità
Un numero elevato di ETF può complicare:
- Il monitoraggio delle performance
- La ribilanciatura periodica
- La gestione fiscale
Consiglio pratico: se sei un investitore alle prime armi o preferisci semplicità, punta a una composizione snella con pochi ETF ben scelti. Invece, investitori esperti possono gestire una composizione più articolata per massimizzare l’efficienza.
6. Liquidità e dimensione degli ETF
È importante scegliere ETF con:
- Alta liquidità, per facilitare l’acquisto e la vendita senza grandi spread.
- Dimensioni significative, per evitare chiusure improvvise e garantire stabilità.
Ad esempio, molti investitori evitano ETF con volumi di scambio inferiori a 500.000 € al giorno proprio per questi motivi.
Domande frequenti
Quanti ETF sono necessari per una buona diversificazione?
Generalmente, tra 3 e 5 ETF ben scelti possono garantire una buona diversificazione, coprendo diversi settori, aree geografiche e asset class.
Quali tipi di ETF includere per diversificare bene?
Si consiglia di includere ETF azionari globali, ETF obbligazionari e, se si vuole maggiore esposizione, anche ETF su materie prime o immobiliari.
È meglio avere molti ETF o pochi ma più completi?
Meglio pochi ETF completi, che offrono esposizione ampia e a basso costo, piuttosto che molti ETF troppo specifici che complicano la gestione e aumentano i costi.
Come evitare di sovrapporre gli ETF nel portafoglio?
Controlla attentamente la composizione degli ETF, evitando che investano negli stessi titoli o settori per non ridurre la diversificazione.
Quanto spesso è necessario ribilanciare un portafoglio di ETF?
Il ribilanciamento è consigliato almeno una volta all’anno o quando le percentuali degli asset si discostano significativamente dagli obiettivi iniziali.
| Numero di ETF | Tipologie consigliate | Obiettivo di diversificazione | Considerazioni principali |
|---|---|---|---|
| 3-5 | Azionario globale, obbligazionario, materie prime/immobiliare | Diversificazione geografica e per asset class | Bassi costi e gestione semplice |
| 5-10 | ETF più specifici settoriali o regionali | Maggiore personalizzazione del portafoglio | Attenzione a sovrapposizioni e costi |
| Oltre 10 | Molti ETF settoriali e tematici | Alta personalizzazione e rischio specifico | Gestione complessa e costi elevati |
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