si perdo la naspi se apro partita iva per lavoro autonomo

Si Perdo La Naspi Se Apro Partita Iva Per Lavoro Autonomo

Aprire la Partita IVA mentre percepisci la NASpI può causare la sospensione o la perdita del sussidio, con gravi conseguenze economiche.


Se apri una Partita IVA per svolgere un’attività di lavoro autonomo, in generale perdi il diritto alla NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego). La NASpI è un’indennità di disoccupazione che spetta ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro. Tuttavia, l’apertura di una Partita IVA rappresenta un’attività lavorativa autonoma che, di fatto, interrompe la condizione di disoccupazione necessaria per continuare a percepire la NASpI.

Questa risposta introduttiva chiarisce il principio fondamentale, ma è importante approfondire le norme specifiche e le eccezioni previste dalla legge, nonché i possibili effetti derivanti dalla contemporanea apertura della Partita IVA e dall’eventuale percezione della NASpI. Nel seguito dell’articolo andremo a dettagliare ogni aspetto, incluse le condizioni per la sospensione o la cessazione della NASpI, la possibilità di cumulare redditi da lavoro autonomo con l’indennità, e le procedure corrette da seguire per evitare sanzioni o la richiesta di restituzione degli importi erogati.

Che cos’è la NASpI e quando si perde

La NASpI è un’indennità mensile erogata dall’INPS a favore dei lavoratori dipendenti che restano disoccupati involontariamente. Può essere percepita per un massimo di 24 mesi e serve come sostegno economico durante la ricerca di un nuovo impiego.

In linea generale, la NASpI si perde:

  • Quando si inizia una nuova attività lavorativa, sia dipendente che autonoma;
  • Quando si raggiunge la durata massima di erogazione;
  • In caso di rifiuto ingiustificato di offerte di lavoro;
  • In caso di mancata iscrizione o mancata partecipazione ai servizi per il lavoro.

Effetti dell’apertura della Partita IVA durante la fruizione della NASpI

L’apertura di una Partita IVA per lavoro autonomo implica l’avvio di un’attività lavorativa vera e propria. L’INPS, infatti, considera la nascita di un’attività autonoma incompatibile con la percezione dell’indennità di disoccupazione.

In particolare:

  • Se comunichi tempestivamente l’avvio dell’attività, la NASpI si sospende o termina, a seconda del reddito previsto e delle modalità di comunicazione.
  • Se non comunichi l’apertura della Partita IVA, rischi di dover restituire le somme indebitamente percepite.
  • Se l’attività autonoma è occasionale e i redditi sono contenuti, è possibile continuare a percepire la NASpI per un certo periodo, ma solo se specificamente previsto e comunicato.

Come comportarsi in caso di apertura della Partita IVA

Per non perdere la NASpI e procedere correttamente:

  1. Comunica subito all’INPS l’apertura della Partita IVA;
  2. Verifica se l’attività è occasionale o continuativa;
  3. Valuta il reddito previsto dall’attività autonoma;
  4. In caso di attività continuativa, preparati a sospendere o chiudere la NASpI;
  5. Chiedi assistenza a un consulente del lavoro per capire la tua situazione specifica.

Requisiti e condizioni per mantenere la Naspi con partita IVA aperta

Quando si parla di mantenere la Naspi pur avendo una partita IVA aperta per lavoro autonomo, ci si addentra in un territorio che richiede una buona dose di attenzione e precisione. Non è vero che l’apertura della partita IVA comporta automaticamente la perdita del diritto alla Naspi, ma è fondamentale conoscere quali sono i requisiti e le condizioni da rispettare per non rischiare spiacevoli sorprese.

I requisiti principali

  • Compatibilità tra lavoro autonomo e Naspi: è possibile svolgere un’attività autonoma in presenza di Naspi, ma questa non deve essere continuativa né prevalente rispetto alla precedente attività dipendente che ha generato il diritto alla Naspi.
  • Limite di reddito: l’attività autonoma non deve generare un reddito superiore ai limiti stabiliti, pena la decadenza dall’indennità. Attualmente, il reddito annuo non deve superare i 4.800 euro (dato aggiornato, ma sempre da verificare in base agli ultimi decreti INPS).
  • Comunicazione obbligatoria: il beneficiario della Naspi deve comunicare tempestivamente all’INPS l’apertura della partita IVA e ogni eventuale variazione riguardante l’attività.

Condizioni fondamentali per la conservazione della Naspi

  1. Non superare le 8 ore settimanali di lavoro autonomo: il lavoro autonomo deve essere svolto in modo saltuario e non prevalente, evitando così la trasformazione in un’attività lavorativa a tempo pieno.
  2. Redditi entro i limiti stabiliti: il guadagno derivante dall’attività autonoma non deve superare la soglia indicata, altrimenti l’indennità viene sospesa o revocata.
  3. Rispettare le scadenze di comunicazione: ogni modifica o aggiornamento deve essere notificato entro 30 giorni all’INPS, pena la perdita del diritto alla Naspi.

Esempio pratico

Marco ha lavorato come dipendente per diversi anni e ha diritto alla Naspi dopo un licenziamento. Decide di aprire una partita IVA per svolgere un lavoro autonomo come consulente, ma lavora solo 4 ore la settimana e il suo reddito annuo dalla partita IVA è di 3.500 euro. In questo caso, può tranquillamente mantenere la Naspi, purché comunichi tempestivamente all’INPS la sua nuova situazione.

Tabella riepilogativa

RequisitoDescrizioneConsequenza in caso di mancato rispetto
Apertura partita IVAComunicazione obbligatoria entro 30 giorniPerdita del diritto alla Naspi
Limite ore lavoro autonomo settimanaleMax 8 ore settimanaliSospensione o revoca della Naspi
Limite reddito annuoNon superare 4.800 €Decadenza del sussidio

Consigli pratici

  • Verifica sempre le ultime normative INPS: le regole possono cambiare e meglio essere aggiornati per non incorrere in errori.
  • Conserva tutta la documentazione di comunicazione: email, raccomandate o ricevute con cui notifichi l’apertura della partita IVA e i redditi prodotti.
  • Consulta un consulente del lavoro o un commercialista: per valutare la tua situazione specifica e pianificare al meglio il percorso lavorativo senza rischi per la Naspi.

Ricorda: mantenere la Naspi aperta insieme alla partita IVA è possibile, ma richiede attenzione e rispetto delle regole. Solo così potrai sicuramente godere dei benefici di entrambe le situazioni, senza incorrere in spiacevoli sanzioni.

Domande frequenti

La Naspi si perde automaticamente se apro una Partita IVA?

Non sempre. Se l’attività autonoma non supera certi limiti di reddito o tempo, la Naspi può continuare, ma va comunicata l’apertura all’INPS.

Posso cumulare Naspi e reddito da lavoro autonomo?

In alcuni casi è possibile, ma il reddito da lavoro autonomo può ridurre l’importo della Naspi in base alle regole INPS vigenti.

Devo comunicare l’apertura della Partita IVA all’INPS?

Sì, è obbligatorio comunicare l’inizio dell’attività autonoma entro 30 giorni per evitare sospensioni o decadenze della Naspi.

Quali sono i limiti di reddito per non perdere la Naspi?

Generalmente, non si deve superare il limite di reddito annuale previsto dall’INPS per mantenere il diritto alla Naspi.

Posso sospendere la Naspi per riprendere il lavoro autonomo?

È possibile sospendere temporaneamente la Naspi se si inizia un’attività autonoma, ma bisogna rispettare le procedure INPS.

Cosa succede se non comunico l’apertura della Partita IVA?

Si può perdere il diritto alla Naspi e si rischiano sanzioni amministrative da parte dell’INPS.

ArgomentoDettagli
Naspi e Partita IVALa Naspi può continuare con attività autonoma a condizioni precise
ComunicazioneObbligatoria entro 30 giorni dall’apertura della Partita IVA
Limiti redditualiReddito da lavoro autonomo non deve superare certi limiti per mantenere la Naspi
CumulabilitàSi può cumulare con la Naspi ma con riduzioni proporzionali
Sospensione NaspiPossibile se seguita da corretta comunicazione e procedure INPS
Conseguenze mancata comunicazionePerdita del diritto alla Naspi e possibili sanzioni

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